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Precarie peripezie

Quello che posto oggi è avvenimento di questi giorni di fine agosto di un "precario della scuola" che riesce a raccontare con arguto e autoironico garbo qualcosa che gli è capitata. Non voglio rubargli ulteriore spazio per cui mi limito a incollare di sana pianta,  dopo averne ottenuto l'autorizzzione,  quanto da lui postato altrove:
 
...
Come sapete, da quest'anno alle superiori sono stati ripristinati i cosiddetti "esami di riparazione", cioè delle prove suppletive da svolgersi PRIMA dell'inizio del nuovo anno scolastico per quegli studenti che abbiano una o più materie insufficienti (i terribilissimi DEBITI) dopo lo scrutinio finale.
Il consiglio di classe di giugno delibera quindi la sospensione del giudizio e viene riconvocato in questi giorni per valutare se l'alunno ha nel frattempo recuperato le carenze.
E' molto importante ricordare che il consiglio di classe che valuta questa fase deve essere esattamente lo stesso che ha fatto gli scrutini di giugno. Nessun problema per i docenti di ruolo, ma molti problemi per gli sfigatissimi docenti con nomina al 30 giugno che devono essere riconvocati nuovamente, magari strappandoli dalle beate meditazioni ferragostane.
Il giorno 22 agosto mi telefona la scuola comunicandomi le date della prova scritta di recupero per musica (26 agosto) e gli scrutini della quattro classi da me tenute (27 agosto e 28 agosto).
E qui cominciano a girarmi le cose lì, perché dico: "Cara signora, lei me lo sta chiedendo (e anche "per favore") di venire, non me lo sta comunicando: il mio contratto è scaduto il 30 giugno e attualmente non sono un vostro dipendente."
Quella risponde: "Ah!, io non ne so nulla, sono una bidella, mi hanno detto di fare questo."
Al che replico: "Le hanno detto male, cara signora. Mi passi la segreteria della scuola."
Dopo alcune battute di "Per Elisa" mi risponde nientemeno che la DSGA che con tono lievemente seccato mi chiede "Beh, che cosa c'è?"
Le ripeto quanto sopra e concludo dicendo che non ho nessun motivo per non accettare ma che non lo dia per scontato facendomi chiamare da una bidella; al che lei risponde piuttosto altezzosa che se decido di rinunciare le invii un fax il giorno successivo.
Non lo faccio, ma lunedì 25 agosto mi presento da lei e le chiedo se ha pronto il contratto di assunzione per i giorni degli esami e degli scrutini. Mi risponde che c'è una questione da risolvere per quanto riguarda la retribuzione, nel senso che il Ministero dice che spetta alle scuole mentre lei ritiene che dovrebbe spettare al Tesoro in quanto a settembre ero stato nominato dal Provveditorato.
"Capisco bene, riprendo io, ma al di là del fatto che vorrò essere pagato, resta il problema che io senza contratto non ho titolo legale per scrutinare nessuno."
"Non si preoccupi di questo. Lo avrà."
Martedì faccio lo scritto e al termine mi presento questa volta dal VicePreside (il Preside riceve solo per appuntamento su carta bollata e con preavviso di tre mesi). Gli ribadisco quanto sopra e lo informo che il tempo stringe perché due giorni dopo ci saranno gli scrutini. Lui strabuzza gli occhi e dice che sono problemi che lui stesso aveva fatto presente due mesi prima alla signora in questione che, miracolosamente, si materializza per comunicarmi con tono piuttosto sostenuto che non aveva ancora avuto tempo di pensare al mio contratto.
Non replico e mi preparo mentalmente al fatidico giorno, cioè oggi...
Gli scrutini iniziano alle 8.00 e io alle 7.45 mi presento in Segreteria dove mi comunicano che non c'è ancora nulla. Mi rassicurano tuttavia che non mi preoccupi ché sarò pagato.
Io non mi preoccupo e appena inizia lo scrutinio chiedo la parola e pretendo che venga messo a verbale (giusto in caso di ricorsi al TAR) che "il professore ***** ********" allo stato delle cose ritiene di non avere alcun titolo per presenziare lo scrutinio in quanto non ha ricevuto alcuna nomina scritta né dalla scuola, né dal Provveditorato." Al che il collega più ganzo si alza e dice "Io me ne vado, perché questo Consiglio di Classe è illegale in quanto sono presenti persone che non vi appartengono."
Il Coordinatore si alza a sua volta e va immediatamente a conferire con qualcuno. Naturalmente alle 8.10 non c'è nessuno: non c'è il Preside (che arriverà infatti alle 10), non c'è il VicePreside e non c'è neppure la signora in questione, quella che mi diceva di non preoccuparmi. Ci sono però le applicate di Segreteria che non sanno che pesci pigliare. C'è anche un collega di Rifondazione Comunista che mi fa i complimenti.
Passa mezz'ora e finalmente arriva la signora, immediatamente circondata dal Coordinatore e dal Segretario che le fanno leggere quanto verbalizzato.
Dopo cinque minuti questi tornano con la faccia schifata brontolando: "Ma che gente, che maleducazione. Ma come si fa a lavorare in queste condizioni..."
Mi informo discretamente sugli esiti del colloquio e quelli mi dicono che la signora in questione non vede il problema e quanto scritto le sembra una cosa... stupida.
Devo dire che ci ho messo alcuni secondi per realizzare.
Mi dà dello stupido?
Mi dà dello stupido?!
MI DA' DELLO STUPIDO!!
Salgo gli scalini a tre alla volta.
Piombo in Segreteria dove ritrovo la signora; le punto un dito a due centimetri dalla faccia e le chiedo: "CHI SCRIVE COSE STUPIDE?"
Quella impallidisce e balbetta "Non credo di avere usato quel termine..."
Avvicino il dito e alzo un po' il tono della voce "I miei colleghi mi hanno detto che usato questo termine."
Ora ruggisco: "Allora: CHI SCRIVE COSE STUPIDE?"
Non risponde.
Io concludo: "Stia molto attenta alle parole che usa. MOLTO ATTENTA!"
Ritorno in aula e dopo cinque minuti scende un po' trafelata una segretaria con la nomina (non firmata) del Preside; i giorni sono sbagliati: riporta solo il 26 e 28, manca il 29. Io dico che mi accontento ma preavviso che domani si ricomincia tutto da capo.
Quella mormora "Mariavergine no!" e se ne va promettendo di tornare al più presto con un nuovo contratto.
Torna dopo cinque minuti ma di nuovo non ci siamo: i giorni sono 27, 28 e 29 ma io lo scritto l'ho fatto il 26; e quello è ufficiale.
Alza gli occhi al cielo e mi chiede se intanto possiamo iniziare lo scrutinio e al termine passare di sopra, promettendo che questa volta sarà giusto e rassicurandomi sul fatto che sicuramente ci pagano.
Faccio lo scrutinio.
Passo di sopra e firmo.
Mi fanno un mucchio di scuse e sorrisi.
In corridoio incrocio la DSGA che finge di non vedermi.
Amo il mio lavoro!
 
Quindi passa a fatti più"cartacei" e scrive:
 
 
Questo invece l'ho scritto! (Ragazze, che giornata!)
Gentilissima Signora Maria Stella Gelmini,
mi rivolgo a Lei nella duplice veste di Ministro della Pubblica Istruzione ed esperta di Diritto Amministrativo.
Sono un povero (alla lettera!) docente a tempo determinato di Musica: ho conseguito oltre 15 anni fa l'idoneità all'insegnamento della Musica nelle scuole Medie e Superiori (Classi di Concorso A031 e A032) con un Concorso Crdinario e durante tutti questi anni ho sempre insegnato sia presso Scuole Medie che Superiori, spesso anche contemporaneamente.
Invariabilmente i contratti stipulati tramite il mio Provveditorato hanno sempre avuto come termine il 30 giugno, data cioè di conclusione delle attività didattiche presso tutte le scuole della Repubblica.
Da quest'anno tuttavia, grazie alle Sue recenti delibere, agli studenti delle Scuole Superiori viene data la possibilità di recuperare i cosiddetti “debiti” con una ulteriore sessione di scrutini tardo-estiva (non trovo altro termine, mi scusi). Durante il periodo estivo, come Le è noto, le scuole sono tenute a organizzare corsi di recupero, preferibilmente tenuti dagli stessi docenti, al termine dei quali viene programmata una sessione di verifiche scritte/orali/pratiche in basi alle quali si procede a un nuovo scrutinio che verifichi o meno il superamento di tali debiti.
Il tutto tassativamente entro il termine dell'Anno Scolastico, vale a dire il 31 agosto (quest'anno immagino anticipato al 30 agosto).
In base a questa nuova normativa, mi sembra quindi ragionevole ritenere che il termine effettivo della attività didattiche sia ora effettivamente il 31 agosto e non più il 30 giugno.
Personalmente ritengo quindi del tutto anacronistico continuare a considerare valido il presupposto in base al quale anche per quest'anno la mia supplenza su spezzone orario è stata stipulata con decorrenza 1 settembre e termine il 30 giugno.
Sarei quindi intenzionato a fare ricorso, chiedendo l'intera retribuzione dei mesi di luglio e agosto sia per il corrente anno scolastico che per il prossimo.
Tuttavia, come ho premesso, sono un povero, davvero povero insegnante, e non ho i soldi necessari per pagarmi un avvocato che porti avanti tale ricorso.
Le chiedo dunque, cortesemente, se in base alla sua esperienza avrei una qualche probabilità di vincere tale ricorso contro il Ministero della Pubblica Istruzione e se, nel caso, Lei potesse caldeggiare un patrocinio gratuito per me e per gli altri colleghi (sono moltissimi!) che da anni, tra frustrazioni e fatiche, portano avanti un lavoro che ai più sembra del tutto inutile ma che, sono certo, Lei apprezza e sostiene.
Questo sarebbe un segnale importante che potrebbe dare all'opinione pubblica e ai milioni di dipendenti che affidano a Lei e ai Suoi collaboratori la propria vita professionale; e non solo.
In attesa di una Sua cortese risposta, voglia gradire i miei più cordiali saluti.
 
Come vedete c'è molto poco da aggiungere. Il collega è stato molto esaustivo e nell'autorizzarmi a pubblicare il tutto così conclude:
 
Magari suggerisci ai tuoi lettori di trascriverla a loro volta, adattando il curriculum al proprio, e di inviarla alla signora in questione.
Se ti servono i miei dati personali (nessun segreto, per carità!), te li invio privatamente.
Pubblicala come "lettera firmata".
La signora capirà.
La signora sa.
(Oddio... signora... vabbè!)
 
 

Udite.... udite....

La Gelmini avvocato in Calabria

 Il ministro racconta dell'esame per l'esercizio della professione svolto a Reggio Calabria

di FLAVIA AMABILE su:

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=356&ID_sezione=&sezione



Le biografie ufficiali di Mariastella Gelmini
dicono che è avvocato, specializzata in diritto amministrativo. E poi tagliano corto e iniziano a parlare della sua carriera politica. Sul mio blog un lettore ha voluto aggiungere un dettaglio non a tutti noto: il ministro dell’Istruzione ha partecipato all’esame per diventare avvocato e lo ha superato brillantemente ma a Reggio Calabria. Non a Brescia o a Milano, dove ha sempre vissuto e lavorato. 

E’ difficile non far caso alla notizia in questi giorni di dure polemiche sulle scuole del sud e del nord, in cui Mariastella Gelmini prima fa un riferimento ai docenti del sud da formare poi corregge il tiro e sostiene che il problema è il divario fra le scuole evidenziato da indagini al di sopra di ogni sospetto come i test Ocse-Pisa. 

Nel caso del ministro la vicenda riguarda non la scuola ma il periodo post-universitario. Sono gli anni tra il 2001-2002: in Italia si parla molto dello scandalo di Catanzaro: l’avvocatificio lo hanno ribattezzato perché ha un tasso di abilitazioni del 94%. Proprio nel 2000, un’inchiesta fa emergere che all’esame di tre anni prima su 2301 partecipanti ben 2295 (tutti meno 6) avevano copiato. 

In quell’epoca Mariastella Gelmini è già da tempo in politica nelle fila di Forza Italia, ha un diploma di maturità classica e una laurea in Giurisprudenza presa a Brescia, ma ha anche 27 anni e necessità di iniziare a guadagnare. «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l’esame per ottenere l’abilitazione alla professione». 

Mariastella Gelmini è di Brescia ma in città riuscire a superare l’esame non è facile. «La sensazione era che esistesse un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati ed altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l’esame. Per gli altri, nulla. C’era una logica di casta, per fortuna poi modificata perché il sistema è stato completamente rivisto. Allora, ad esempio, anche le modalità in base alle quali veniva corretto il compito erano molto opinabili. E, allora, insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l’esame a Reggio Calabria». 

E quindi il gruppo di 30-40 aspiranti avvocati bresciani si trasferisce. Ma perché proprio Reggio Calabria? «Si faceva così: molti ragazzi andavano lì e abbiamo deciso di farlo anche noi. Ma ho una lunga consuetudine con il Sud, una parte della mia famiglia ha parenti in Cilento. Non mi sono posta il problema di dove andare». 

Andare, infatti, vuol dire trasferirsi anche da un punto di vista burocratico. Mariastella Gelmini per un anno fa praticantato in uno studio di Brescia, il secondo anno è ormai residente a Reggio Calabria e cerca uno studio per terminare il periodo di praticantato richiesto dalla legge. Come ha trovato lo studio? «Insieme agli altri ragazzi. Abbiamo poi sostenuto l’esame, ed è stato assolutamente regolare».


Rientro...

Sono tornata a casa e come era ovvio con l'apertura del nuovo anno scolastico iniziano a farsi sentire le voci sulla scuola. E che voci! stando alle ultime new...
Ma la Gelmini si è bevuta il cervello più della sua corregionale Moratti?  Qua stiamo dando veramente i numeri... e che numeri!
La prima arrivata di turno, come avevo anticipato, sta manifestando tutta la sua "ignoranza" in materia scolastica. Inviterei la Ministra a dedicarsi ad una rapida lettura dei testi pedadogico-didattici degli ultimi 70 anni visto che in materia scolastica si merita una bellissima bocciatura!
Bocciata sul voto in condotta, per il semplice fatto che è stato già ripristinato dai suoi predecessori ...
Bocciata sull'aggiornamento dei docenti in quanto si fa ogni anno (almeno alle elementari), viste le innumerevoli novità che ogni ministro attua ogni anno [ anche se devo riconoscere che molti docenti sono talmente stanchi e demotivati da non frequentarli nemmeno]...
Bocciata su larga scala per quanto riguarda la riforma della scuola elementare che destrutturata già con Berlinguer è ormai allo sfascio totale. La Ministra intende ripristinare l'insegnante unico di gentiliana memoria ( cosa che già era nell'aria )...
Ha avuto il plauso dei Presidi.. sfido io, visto che chi sta dietro le spalle della Ministra e dirige i fili della regia dal buco del teatro è la Aprea. Una barese trapiantata a Milano che è stata la responsabile di tutti i guazzabugli combinati dalla Moratti. Sembra che sia molto amica del Cavaliere se l'ha richiamata anche in questa legislatura. La  menzionata signora praticamente dirigendo una delle scuole di "elite" milanesi ha pensato che l'Italia fosse tutto un giardino ed ha attuato delle pseudo-riforme, spacciandone molte come "innovative" mentre in realtà erano già obsolete e portando lo sfacelo in quella che era il fiore all'occhiello in Europa: la Scuola Elementare.
Adesso sembra che ci sia una grande discrepanza tra gli studenti del nord e quelli del sud, secondo un indagine della OCSE di Pisa. La cosa strana è che sempre da una indagine della medesima società pisana si evidenziava, credo nel 2005 e proprio per bocca della Aprea, che:
"[...] Scuola primaria. I dati relativi alla lettura dei fanciulli italiani di nove anni (IV classe della scuola primaria) ci collocano entro la fascia del livello alto lungo la scala internazionale del rendimento. I nostri bambini sono molto bravi fino alla terza classe della scuola primaria. Tra i migliori a livello internazionale. In una ipotetica scala da uno a dieci meritano quasi otto. Dopo gli ultimi due anni di scuola primaria, però, scivolano sorprendentemente all'indietro: più o meno a quota cinque. [...]
Eppure questo non è stato sufficiente alla nuova Ministra per farle comprendere l'importanza della Scuola Primaria (come loro l'hanno ribattezzata in nome di una "nuova riforma") e ignorano, o vogliono ignorare, le suddette signore che se dei risultati positivi c'erano non erano certo dovute alle loro insane riforme ma a quel ceppo di insegnanti che resistevano e portavano avanti i Programmi dell'85.
Ci sono molte voci messe in giro da queste onorevoli che vogliono far credere di aver scoperto la formula magica mentra in realtà hanno solo scoperto l'uovo di Colombo...
Inviterei la Ministra, che qualcuno ha già bocciato con un bel 4 in didattica a correre ai ripari prima di continuare a fare delle magre figuracce nell'ambiente dei docenti e del personale ATA... Si vada a sbirciare tutte le Leggi e leggine (oltretutto lei che è avvocato non dovrebbe avere problemi a impararle), D.L. e D.M. vada a scoprire cosa voglia dire fare scuola. Si informi sulle varie metodologie didattiche... e soprattutto che la smetta di continuare a guardare la Scuola Elementare, l'unica che in Italia ha sempre funzionato. Dove i docenti, anche laureati, lavorano 24 ore settimanali, contro le 18 dei prof delle secondarie di 1° e 2° grado (ex Scuola Media e Superiori) e percepiscono uno stipendio di molto inferiore a quello dei loro "colleghi"...
I Presidi applaudono alle sue trovate geniali, i Presidi che assorbono solo l'1,5% delle spese dello Stato. Poveri Presidi che guadagnano fino a 60.000,00 euro l'anno...
Ma si rendono conto di cosa dicono? Perché aboliscono solo i docenti e non anche i dirigenti? Mettiamo di nuovo l'insegnante unico alle elementari, retrocedendo di oltre 60 anni di cultura pedagogica e visto che ci troviamo  facciamo una bella "Fondazione" scolastica. Un Dirigente per ogni comune... Facendo i calcoli solo a Caserta andrebbero a spasso circa 18 DS... un bel numero non credete? Se si moltiplica 18x60.000 solo a Caserta lo Stato risparmierebbe ben 1.080.000,00 euro una bella somma vero? e pensate in città come Milano, Roma, Torino... lo so è un paradosso ma se vogliono fare i conti in tasca a noi, allora che li facciano a tutti!
In tutto questo c'è stato anche l'intervallo estivo, acuto ed intelligente, del solito Bossi che col dente avvelenato per la seconda bocciatura del figlio agli esami di stato ha sentenziato: Via i docenti meridionali dal nord!
Egregio senatur se i docenti meridionali tornano al sud mi dice lei chi rimarrà a insegnare nelle scuole lumbard visto che lì la media dei laureati che si dedicano a questo stupido, vilipendiato, misconosciuto lavoro di docenza è davvero molto ma molto bassa? Manderà suo figlio? O andrà lei a insegnare, magari la grammatica italiana dove sembra che sia molto preparato? Preparato al punto tale da riconoscere che nell'inno di Mameli ad essere schiava di Roma sia l'Italia e non la Vittoria... [Un po' di ripasso di analisi logica le farebbe bene a mio modestissimo avviso...]
Oltretutto se facciamo fede all'indagine della OCSE Pisana che dice che gli studenti del nord sono molto più preparati dei loro coetanei del sud (a parte il figlio di Bossi... ovvio Linguaccia) e se teniamo in considerazione che i docenti al nord sono meridionali qualcosa che non quadra c'è. O forse i docenti meridionali che vanno al nord sono più intelligenti e preparati di quelli che rimangono qui a tirare questa carretta sgangherata della scuola meridionale? Meditate gente, meditate...
E qui mi fermo...